L’Interrogatorio coercitivo del testimone minorenne

Pro. Pen. 5416/2017 R.G.N.R.

Tribunale di Palermo

Dichiarazione spontanea dell’imputato Francis (Frank) ADAMO n. 15.3.1952.

Nell’Incidente Probatorio del 2-3 maggio 2019, non ho avuto l’occasione sufficente per intervenire nell’ascolto delle testimoni, quindi e’ importante evidenziare alcuni punti fundamentali per giudicare l’affidibilta’ delle testimoni.

  1. Nel interrogatorio del minore F.O. del 9 novembre 2017, la ragazzina aveva detto che quando il corpo vestito dell’imputato e’ venuto in contatto con il corpo vestito di F.O. ha “capito” cos’era. Ma invece durante l’incidente probatorio ieri F.O. ha detto: forse ha malinteso l’intenzione dell’imputato in quel momento. Nonostante questa novita’ nessuno ha fatto caso come se le parole del testimone ora non hanno nessuna importanza. Inoltre nel s.i.t. F.O. aveva detto che l’imputato NON ha fatto movimenti con suo corpo, ma nonostante questo il s.i.t. descrive che F.O. ha poi mostrato “il movimento”. Nessuno ha fatto caso a questa contradizione nell’Incidente Probatorio.
  2. Il minore M.P. ha ripetuto l’asserzione che aveva conosciuto l’imputato ad un doposcuola (dei Decollati). Negli interrogatori del 2017 M.P. ha anche asserito che aveva visto l’imputato toccare 2 bambini nel doposcuola dopodiche’ l’imputato e’ stato “licenziato.” Questa storia contradice la sorella maggiorenne R.P. che ha appena confermato di nuovo che M.P. non e’ mai stata a tale doposcuola quando c’era l’imputato (l’anno scolastico 2011-2012). Inoltre sarebbe facile per la polizia di andare al doposcuola per controllare il registro di classe e parlare con il direttore del doposcuola per confermare questi fatti. Quindi questa storia tutto falso va preso in considerazione per giudicare l’affidabilita’ della testimonianza di M.P.
  3. Negli tre lunghi interrogatori di M.P. ci sono diverse prove che la ragazzina inoltre alla sua eta’ e’ un individuo altamente suggestibile, dato che ha cambiato storia diverse volte, e la psicologa Antonella LUPPINO ha sfruttato questa debolezza per indurre accuse sempre peggiori. Per esempio, nel primo interrogatorio di M.P. anche se la ragazzina aveva detto che Frank “a casa mai; non e’ entrato mai” (trascrizione del video, pagina 47), la psicologa ha domandato che M.P. deve dire “quante volte” Frank e’ venuto a casa sua, altrimenti “non esci piu’ da questa stanza.” (video 1.19, tras. pagina 121). Questa e’ stata una chiara minaccia. Dopodiche’ M.P. ha cambiato storia dicendo che Frank e’ entrato anche tre volte alla settimana specificando pure i giorni precisi. Poi dopo che M.P. ha fatto diverse accuse di comportamento mostruoso dalla parte dell’imputato, quando la psicologa ha chiesto perche’ M.P. non ha detto niente a nessuno, la ragazzina ha risposto che l’ha detto alla madre e lei ha buttato Frank fuori di casa, ma poi ha permesso Frank di rientrare di nuovo e di stare nella camera da letto con Frank – una storia poco credibile per qualsiasi madre. Poi M.P. ha cambiato storia di nuovo dicendo che Frank ha detto se M.P. parla allora Frank non viene piu’ – una storia ancora meno credibile. Se l’imputato ha fatto qualcosa veramente brutta alla ragazzina, allora magari non viene piu’! Se l’imputato fosse il padre di Maria allora la sua sopravivenza dipende da lui. Ma in realta’ M.P. non dipende da Frank per la sua sopravivenza. Ne la psicologa ne il P.M. Federica LA CHIOMA ha contestato queste storie incredibili, e nel incidente probatorio neanche il G.I.P. Giugliemo NICASTRO ha contestato questa storia incredibile.
  4. Un altro esempio specifico di induzione e’ che M.P. ha raccontato che una mattina stava dormendo e Frank si e’ messo nel suo letto “accanto” a lei. Ma la psicologa ha cambiato le parole di M.P. asserendo che la ragazzina aveva detto “sopra” di lei. Poi questo immagine di Frank “sopra” di M.P. si e’ trasformata in una nuova storia includendo una parola suggerita dalla psicologa “a cavallo”. Poi il P.M. ha cambiato le parole del testimone, trasformando la parola “dormendo” in una nuova storia in cui durante un massaggio M.P. stava “addormentando” quando Frank si e’ messo “sopra” di lei. (Video file M2U00055 2.00) Nonostante questi cambiamenti suggeriti dalla psicologa e dal P.M., M.P. non ha contestato che non abbia detto questo.
  5. Dopo quasi 10 ore di interrogatori M.P. era cosi’ condizionata che diceva “Si’” a qualsiasi cosa che la psicologa suggeriva. Quando il P.M. ha letto il suo sommario, M.P. non ha contestato niente neanche quando il P.M. ha detto cose che M.P. NON aveva detto. Invece la ragazzina aveva tanta fretta di uscire che ha firmato tutte le pagine senza neanche leggerli. Il P.M. nella sua richiesta d’arresto, ha asserito che M.P. abbia detto Frank ha “bacciato il pube” della ragazzina, anche se non c’e’ nessun video ne trascrizione dove M.P. abbia detto una cosa del genere.
  6. La lettera che M.P. ha scritto verso la fine del terzo interrogatorio non era una scelta libera. Dopo che la psicologa ha suggerito di scrivere la lettera, M.P. ha fatto diverse tentativi di rifiutare, ma la psicologa ha insistito.

  7. Dato che le accuse di M.P. mancano qualsiasi prova oltre le sue parole, la psicologa aveva il dovere di cercare altri spiegazioni per le accuse. Infatti un motivo per cui M.P. si e’ arrabbiata con Frank non ha niente a che fare con massaggi o atti sessuali. Cioe’ dalla prima perquisizione del marzo 2016, e specialmente dopo la notifica della richiesta per l’arresto nel settembre 2016, l’imputato ha smesso di frequentare la casa di M.P. e quindi la ragazzina credeva forse che l’imputato ha lasciato M.P. per frequentare un altra famiglia. Durante l’incidente probatorio ieri M.P. e F.O. hanno indicato che si conoscono, e forse M.P. sa anche che Frank aveva comprato un telefonino e le scarpe costose per F.O. nel febbraio 2016.

  8. Un altro punto importante da affrontare e’ che alcuni delle prove sono sparite dagli atti o forse sono nascoste dalla difesa. Secondo l’indice degli atti, il video del terzo interrogatorio di 14 dicembre 2017 non e’ stato depositato prima di chiedere l’arresto nel gennaio 2018. La difesa ha dovuto richiedere i video, e solo cinque mesi dopo il video si e’ apparso per fare la trascrizione. Peggio, il video del secondo interrogatorio e’ stato depositato nel momento normale dopo di aver fatto la trascrizione “integrale” a dicembre 2017, ma ora tale video non c’e’ piu’. Come e’ possibile che il video c’era per fare la trascrizione integrale in dicembre 2017, ma poi e’ sparita quando la Difesa ha richiesto copie dei video? Il video del interrogatorio di F.O. del 9 novembre 2017 si e’ comparso per fare la trascrizione richiesta dalla difesa, dopodiche’ il video si e’ scomparso. Abbiamo solo una fotocopia del disco ma non il DVD col video ne della prima parte ne della seconda parte.
  9. Manca completamente il video nonche’ la trascrizione “integrale” dell’interrogatorio di G.A.C.. Abbiamo solo il s.i.t. Manca anche il video del interrogatorio della sorella S.C., anche se la trascrizione e’ stata fatta ora, un mese fa!
  10. Durante i tre lunghi interrogatori di M.P. il videocamera e’ stata spenta diverse volte, con la possibilta’ che qualcuno ha parlato con il testimone con il videocamera spenta. Quindi la ragazzina puo’ essere un testimone di un tentativo di induzione durante i buchi della registrazione, ma la difesa non ha avuto l’occasione di intervenire su questo punto. Un motivo per sospettare questo e’ che proprio tale e’ successo chiaramente due volte nel interrogatorio di S.C. (a.e. tras. Integrale pagina 57), e durante l’interrogatorio di L.LaB. (ore 38.10).
  11. M.P. dice che non vuole che sua madre sa quello che ha detto, forse per un buon motivo: Se la madre G.B. viene a sapere cosa ha detto M.P., la madre puo contestare quello che M.P. ha detto. Inoltre, non capisco perche’ nessuno ha interrogato l’altra sorella L.P. che era al doposcuola l’anno quando c’era l’imputato. Come R.P., L.P. pure puo’ confermare che M.P. non c’era mai al doposcuola quel anno quando c’era Frank, e quindi per forza ha inventato tutto. Pure i nonni materni di M.P. che erano a casa quasi sempre durante le visite dell’imputato possono confermare che le accuse di M.P. non sono possibili.

  12. Alla fine bisgona protestare che quando il giudice ha parlato con M.P. ieri ha espresso dispiacere dicendo “Questo e’ grave” quando M.P. ha renegato le accuse: “Ho mentito. Ho inventato tutto, perche’ avevo paura della polizia”. Il giudice ha anche detto: “Hai fatto centinaia di pagine di accuse. Non e’ possibile che non sono vere.” Quando il giudice ha risposto al testimone ho sentito un tono di rabbia nella voce del giudice. La nuova psicologa ha pure detto alla ragazzina “E pazzesco quello che tu dice ora.” Queste frase hanno condizionato la ragazzina di cambia di nuono e confermare le accuse. E’ difficile immaginare che la legge Italiana considera tale appropriata.
  13. Alla fine, la nuova accusa di S.C. che l’imputato aveva “toccato la mia parte intima” contradice il s.i.t. di 14 novembre 2017, quando la bambina ha detto che l’imputato non ha mai fatto niente che ha dato fastidio a lei. E’ probabile che questa nuova accusa e’ il risultato di centinaia di ore di induzione non-videoregistrata nelle due comunita’ dove le sorelle sono state tolte dai genitori per gli ultimi 17 mesi. Ma ne il giudice ne la psicologa ha chiesto se qualcuno abbia parlato con la bambina del’imputato durante il lungo periodo dal s.i.t. Prima di considerare l’affidabilta’ di S.C. e la sorella G.A.C., bisogna interrogare e richiedere gli appunti delle psicologhe, assistenti sociali e gli altri operatori delle comunita’ che hanno parlato con le due testimoni dal 14 novembre 2017 fino al 3 maggio 2019, compreso l’assistente sociale che ha accompagnata S.C. all’Incidente Probatorio e ha parlato con la bambina durante l’intervale con il videocamera spento.

Francis ADAMO, Palermo, 3 maggio 2019.

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Pedofilia o Isterismo?

N. 10987/2013 R.G.N.R.

N. 3407/2016 R.G. G.I.P.

Dichiarazione Spontanea dell’imputato Francis ADAMO, n. 15 marzo 1952, ai Giudici del Tribunale di Appello di Palermo. Nel 30 ottobre 2018 l’imputato Francis ADAMO, cittadino americano di 67 anni, e’ stato condannato per “produzione e detenzione di pedopornogrfia”, dopo un processo abbreviato. Pero’ le numerose asserzioni del P.M. Federica LA CHIOMA, ripetute dal G.I.P. Giugliemo NICASTRO nella sua motivazione del 28 gennaio 2019, sono infondate e contrarie alle prove concrete. Tali errori di fatto sono da affrontare in dettaglio.

  1. Il Giudice asserisce che l’indagine e’ partito in 2015, ma ha trascurato completamente la prima segnalazione nel 2013 delle fotografie e dello sito web dell’imputato www.GirlBecomesWoman.com, che sono stati indagati dalla polizia in quel tempo e hanno informato il P.M. allora (Alessia SINATRA) che non sono emersi elementi di reattivita’.

  2. Il Giudice ripeta le asserzioni false del P.M., che le pubblicazioni dell’imputato (tutte in lingua inglese) promuovono la liberta’ sessuale dei bambini. In realta’ tale libri, blog a anche la narrazione audio dello video “Buddy Massage” consigliano ripetutamente il consenso dei genitori nonche’ il monitoraggio delle attivita’ dei bambini dalla parte dei genitori. Le scritte dell’imputato gia’ dal 2012 sono specificamente mirate a scorraggiare che i bambini giocano da nascosto senza il benifico del monitorraggio di genitori e di medici.

  3. Il Giudice asserisce che lo scopo del video sia: “Al fine di documentare le proprie teorie l’imputato, come dallo stesso ammesso nei citati testi…” ma in realta’ l’imputato non ha mai ammesso niente del genere. Tali pubblicazioni in lingua inglese criticano anche severamente l’abuso di bambini, e promuovano le salute, sicurezza e protezione dei bambini dal ogni tipo di abuso. Inoltre, le 100 pagine di testo del mio documentario non parlano mai di nessun scopo di “documentare” la mia cosidetta “teoria” sessuale. Il giudice asserisce anche che l’imputato abbia pubblicate delle scritte in cui “si descriveva infatti il fenomeno delle bambine sessualmente castrate”. Ma in realta’ l’imputato non ha mai usato tale frase in referenza ai bambini. Nonostante le ripetute asserzioni del P.M. e del giudice non sono state mai depositate ne’ in lingua originale ne’ in traduzione ufficiale in italiano le pubblicazioni citate come “prove” per l’asserito “scopo sessuale” per foto e video. Negli atti c’e’ un annuncio stampe dell’imputato 2 anni distante dall’inizio del video, ma quella cosidetta “prova” parla della castrazione mentale nelle donne adulte. Altri scritte non depositate includono la frase “fisicamente castrate” riferrendosi alla mutilazione genitale nel terzo mondo – che non ha niente a che fare con massaggio.

  4. Il Giudice ripeta anche l’asserzione che l’imputato aveva proposto di fare un video di bambini Rom “nudi”, e di essere stato allontanato “brutalmente” da loro e anche da un altro famiglia Rom. Ma le asserzioni della persona (A. SCIURBA, non un genitore) che ha fatto la segnalazione all’inizio del 2015 (ed eventualmente un ri-ascolto un anno dopo alla fine del 2015) si contraddicono, e contraddicono anche l’eventuale s.i.t. dei genitori. In realita’ l’imputato ha proposto un video di massaggio NON nudo (come tutti i soggetti del video completato), non e’ stato allontanato “brutalmente”, e non ha mai parlato nemmeno proposto nessuna foto ne’ video alla seconda famiglia.

  5. Il Giudice ha descritto alcune fotografie dei bambini che giocano “nudo” tra di loro o con l’imputato, ma in realita’ nessun soggetto in tale foto sia nudo. Non e’ visibile nelle foto la parte inferiore del corpo ne’ la zona genitale di nessun soggetto. L’asserzione di “nudita’” in tali foto e’ completamente infondata. (E’ come asserire che “in una foto si vede l’imputato con la pistola in mano”, ma in realta’ non si vede nessuna pistola e neanche la mano.)

  6. Il Giudice asserice anche che in una foto una bimba sembra “strizzarsi i capezzoli”, ma in realta’ il soggetto stesso (che ora ha 22 anni) ha confermato per iscritto che tale foto dimostra l’auto-controllo mensile del seno consigliato dai medici per la diagnosi precoce di eventuali nodi potenzialmente tumore. Nella foto non sono neanche visibili “i capezzoli”. Nota bene: l’imputato ha pubblicato numerosi scritti in cui spiega in fondo che il seno NON e’ un organo sessuale, ma e’ un organo di nutrimento. Nessuna mia foto del seno ha un aspetto erotico ne’ uno “scopo sessuale”. Invece ogni accusa casuale di “scopo sessuale” serva la tendenza popolare e distruttiva di sessualizzare il seno – proprio il contrario di tutti i miei scritti pubblicati.

  7. Il Giudice ha asserito anche che l’imputato “sì presentasse come maestro d’inglese perfettamente bilingue.” senza citare nessuna fonte per tale asserzione, perche’ in realta’ l’imputato non si’ e’ mai presentato come perfettamente bilingue.

  8. Il Giudice asserisce che l’associazione di volontariato A.S.L.T.I. in cui l’imputato aveva svolto il lavoro gratis di sostegno delle famiglie di pazienti per quasi 10 anni, “vi fosse stata ad un certo punto una presa di distanza nei di lui confronti.” Questa asserzione contraddice il s.i.t. della direttrice della associazione depositato negli atti, in cui la sig.a Ilde VULPETTI ha confermato chiaramente che l’imputato stesso aveva scelto di allontanarsi dalla associazione. In realta’ l’imputato si e’ lamentato lui alla direttrice a causa della malcondotta di un operatrice della associazione Santina BOSCHI, che aveva alzato la voce davanti ai piccoli pazienti e davanti ai genitori senza nessuna urgenza, in un ambiente ospedaliero il cui principio e’ “Amici per un sorriso”. Tale operatrice aveva anche perso la pazienza in altri occasioni, nel momento pauroso di aspettare la visita medica. Infatti, la politica della associazione e’ di limitare il contatto fra volontari e paziente ad un massimo di 2 ore, proprio per evitare che un volontario si stanca e perde la pazienza. Invece tale politca non si applica alla operatrice – per la sua comodita’ lavorativa passa 4 ore di seguito ogni giorno con i bambini, e spesso perde la sua pazienza nel momento meno appropriato.

  9. Anche se l’imputato aveva il permesso di soggiorno scaduto, invece di essere stato difficile da rintracciare l’imputato, in realta’ nei 12 mesi prima della perquisizione l’imputato si e’ presentato lui spontaneamente ai Carabinieri e alla Polizia Postale per denunciare una frode su Internet, e per segnalare il comportamento sospettoso di due immigranti tunisini che avevano celebrato il giorno dell’attacco terroristico contro civili in Tunisia. In entrambi le occasioni, l’imputato aveva dichiarato il suo indirizzo attuale. Nel 2016 l’imputato ha anche richiesto il permesso di soggiorno nonche’ il riconoscimento della sua cittadinanza per nascita (documentati).

  10. Tutte le asserzioni infondate e/o errate sopracitate non costituivano un “emergenza” da giustificare la violazione del privacy del mio domicilio. Il P.M. allora Alessia SINATRA aveva le stesse segnalazioni un anno prima della fine di 2015, ma non ha visto nessuna “emergenza” da giustificare la violazione del privacy del mio domicilio. Nessuna bambina ne’ genitore si e’ presentata spontaneamente alle forze d’ordine per lamentarsi di me, e quindi la perquisizione del 18 marzo 2016 e’ stata senza nessuna particolare necessita’ urgente come richiesto dalla legge. Inoltre, l’indagine si era scaduta diversi giorni prima di tale perquisizione.

  11. Il Giudice asserisce che l’imputato aveva sfruttato il suo volontariato per “effettuare i propri presunti “studi” sullo sviluppo sessuale del minore.Nessuna prova per tale asserzione casuale e’ mai stata depositata negli atti, nonostante che l’imputato ha donato gratis centinaia di ore del suo tempo libero a numerosi bambini palermitani in diverse strutture palermitane, oltre i suoi quasi 10 anni di volontariato al riparto di onco-emotologia in due ospedali.

  12. Il Giudice asserisce che le poche foto e video incriminate sono stati conservate “in modo ossessivo in quasi tutte le cartelle”. Al contrario, solo poche copie sono conservati in diverse media (disco interno del computer e scheda di memoria SD della foto o video originali), come pratica normale nel caso di guasto del computer o perdita della scheda SD. Quasi 20.000 immagini e video sono presenti nel materiale perquisito, ma la stra-maggioranza sono foto di paesaggi, monumenti, adulti, animali, ecc. Solo 3 o 4 immagini sono di minorenni nudi, e tale immagini sono tutte in situazioni NON sessuale. La maggiore parte delle immagine semivestiti erano fatto per il fotodocumentario “Girl Becomes Woman”, che ha lo scopo costruttivo di promuovere l’allattamento e di scoraggiare il sentimento tossico di vergogna del seno. Tale documentario non contiene nessuna nudita’ genitale, ne’ qualsiasi altro aspetto erotico o “sessuale”.

  13. Le due riprese per produrre il video finale “Buddy Massage” non dimostrano una bambina “intenta ad accarezzare un bambino” come asserisce il Giudice, ma invece dimostra una bambina che esegue un massaggio normale, come consigliato dalla associazione americana dei pediatri. Il giudice ha usato la parola “massaggiare” numerose volte, ma una volta ha usato la parola “accarezzare” invece di “massaggiare”, e la parola “accarezzare” ha un senso positivo – non sessuale – tanto che i Grandi Dizionari Sansoni danno gli esempi di adulti che accarezzano un bambino, e un bambino che accarezza un cane.

  14. Il Giudice asserisce che il mio video dimostra bambini “in atteggiamenti simulatamente lascivi”. Pero’ sull’Internet (YouTube, Facebook, ed altri siti normali) ci sono almeno 30 video simili da altri autori da diversi paesi europei, da anni, e non sono accusati di essere pedopornografia. Il massaggio fra bambini e’ stato studiato scientificamente nella scuola di medicina dell’Universita’ di Miami, e la prattica di massaggio fra bambini e’ anche utilizzato in diverse scuole elementari – anche in Italia – come riportato dalla stampe italiana e menzionato dall’avvocato per la difesa nel fase di dibattimento nel processo.

  15. Il Giudice descrive nel modo inaccurato il contenuto del video “Buddy Massagge”. Le due riprese originali nella forma di bozze non dimostrano “contenuto identico”, ma invece in solo una ripresa 1 bambina allora 9 anni ha il petto scoperto (nessun seno ancora in sviluppo), e in quella ripresa sola 1 bambino (allora 5 anni) si e’ alzato per pochi secondi cosi’ si vede la zona genitale esposta. Quei pochi secondi sono stati tagliati e cancellati come diversi altri frangenti incidentali e indesiderati, e non sono presenti nel video finale. Poi quella ripresa finale e’ stata montato insieme con la seconda ripresa del altro paio di bambini sempre non nudi (anche il petto della bambini di 10 anni e’ coperto), e la zona genitale del secondo bambino non e’ mai esposta, in un video finito con titoli, narrazione audio, e musica di fondo. Il video finito “Buddy Massage” non contiene nessuna nudia’ genitale ne’ seno in crescita’. Se lo scopo del video fosse “sessuale”, allora tale scena nuda di pochi secondi (tagliata e cancellata) sarebbe presente nel video finale, ma NON e’ presente. Che senso ha asserire che lo scopo del video e’ “sessuale” quando l’unica scena nuda non appare nel prodotto finale? Inoltre il Giudice si contraddice perche’ nella sua risposta di 30 ottobre 2018 alla richiesta d’arresto nella seconda indagine (a cui il Giudice si riferisce), ha detto che nessuna della due riprese e’ “pedopornografica”.

  16. Il Giudice asserisce le foto e video di bambini perquisiti sono “all’interno del bagno, o della camera da letto, o in ogni caso in situazioni di intimità”, ma in realta’ nessuna foto ne’ video e’ in un contesto sessuale. I bambini sono famosi per giocare sul tappetto, tanto che nella lingua inglese un sopranome per bambini e’ proprio “rugrats” (letteralmente: topi del tappetto). La vasca di bagno e’ un classico contesto per ritratti di bambini utilizzato da molti genitori e fotografi da 100 anni, anche di attrici famose a.e. Brooke Shields a 10 anni. Fra le centinaia di miei ritratti di bambini perquisiti solo una bimba (di meno di 2 anni) e’ a letto, mentre che cammina a 4 zampe – non e’ sdraiata. In 50 anni di fotografare (come professionista nonche’ amatore) l’imputato non ha mai fatto nessuna foto ne’ video di un minorenne in un contesto da suggerire il sesso o l’eroticismo.

  17. Il Giudice asserisce che il massaggio fra bambini sia erotico “dalla natura ammiccante dei loro movimenti, articolati in un lungo massaggio nelle zone sensìbili del corpo, quali la nuca, i piedi, le cosce, le orecchie.” Ma in realta’ le stesse zone e movimenti nel video “Buddy Massage” sono utilizzati nei massaggi anche a scuola e nei numerosi altri video su Facebook, ecc., e nei libri di massaggi pubblicati in diverse nazioni europee e anche in Italia. Nel massaggio non c’e’ nessun contatto con la zona genitale.

  18. Il Giudice ripete che lo scopo del video e’ il “soddisfacimento delle personali teorie sessuali di un adulto.” Ma in realta’ l’unica “teoria” sessuale dell’imputato si tratta della disfunzione sessuale nelle donne adulte, e quindi tale “teoria” non puo’ essere “soddisfata” in un video che non contiene nessuna nudita’ genitale di una femmina.

  19. Il Giudice ripeta l’asserzione infondata del P.M. che in una delle riprese del video si vede “il seno nudo di una bambina in principio di formazione.” Ma in realita’ il petto NON era in principio di formazione. Si vede solo il grasso prima della vera e propria crescita’ del seno, come una bambina puo’ avere anche a 3 anni. Il primo segno della crescita’ del seno consiste in una zona dura sotto l’areola, ma la bambina ha detto in quel momento della ripresa che non aveva ancora nessuna durezza. Inoltre, l’unico momento in cui si vede la zona genitale di solo un bambino di 5 anni e’ stato tagliato e cancellato per non essere visibile nel video finale, come confermato dalla relazione dell’esperto tecnico Marco BUONO.

  20. Il Giudice ripeta l’asserzione infondata che lo scopo dell’imputato era “di stimolare o appagare (in sé ed in chi altri avrebbe visto quel filmato) istinti sessuali e, d’altra parte, la funzione sessuale del medesimo filmato può cogliersi appieno se solo si leggono alcuni scritti dell’odierno indagato, in atti, volti a sostenere (se ben si sono comprese le teorie dell’ADAMO”. Quindi il Giudice sembra ammettere che forse NON ha capito “le teorie” dell’imputato. Negli atti c’e’ presente solo un’annuncio stampe del 2012 (2 anni distanti dall’inizio delle riprese video) che parla della dysfunzione sessuale nelle donne, ma non parla affatto di massaggio. In realta’ non sono stati depositati “in atti” nessun libro ne’ articolo dell’imputato, ne’ in lingua originale ne’ in traduzione italiana, perche’ l’imputato non ha mai scritto niente collegando la prattica di massaggio con il sesso o l’eroticismo. Infatti, negli articoli del suo blog che parlano della sessualita’ NON appare neanche la parola “massaggio”, ed in un suo articolo che parla specificamente di massaggio NON appare neanche la parola “sesso”.

  21. Il Giudice asserisce che durante una ripresa si senta “una voce fuori campo di una donna, verosimilmente parlando con l’ADAMO, affermava:“Dopo lo fai a me?”, assai verosimilmente riferendosi ai massaggi tra minori seminudi che si stavano filmando, con connessa situazione di intimità chiaramente suggestiva di una relazione a sfondo sessuale.” In realta’ il massaggio in quella ripresa e’ stato cosi’ rilassante che in un certo momento il bambino si e’ pure addormentato, quindi la proposta di fare un massaggio simile cosi’ rilassante alla donna NON suggerisce nessuna “relazione sessuale”.

  22. L’asserzione del Giudice di “un pericolo concreto di diffusione” del video e’ particolarmente sorprendente dato che il consulente esperto M. BUONO ha confermato in Tribunale che il video finale editato e diffuso non contiene nessuna nudita’ genitale – elemento fondamentale per essere considerato “pedopornografia”. Inoltre, non c’e’ nessuna prova che l’imputato ha mai avuto l’intenzione di diffondere la prima ripresa originale (l’unico che contiene i pochi secondi incidentali di nudita’ genitale, tagliati e cancellati), neanche in ben 2 anni fra la data della ripresa in marzo 2014 e la data della perquisizione in marzo 2016.

  23. In luglio 2016 il G.I.P. Lorenzo JANELI ha rifiutato la prima richiesta per l’arresto cautelare, dichiarando che il video sotto accusa dimostra un massaggio normale, e “non rappresenta un attivita’ inappropriata per i minori.” Quindi le accuse della condanna di G. NICASTRO non sono inevitabili ma invece esprimono solo l’interpretazione personale del Giudice basata sulla sua malintesa degli scritti dell’imputato.

  24. Il Giudice ammette che la legge richiede: “è necessario che la condotta del soggetto agente abbia una consistenza”. Che consistenza c’e’ quando la maggiore parte delle circa 20.000 foto e video perquisiti non hanno niente a che fare ne’ con bambini ne’ con sessualita’? In circa 30 minuti di riprese originali di massaggi solo pochi secondi sono nudi, e non appaiano nel prodotto finale, ma questa e’ una consistenza? Al contrario, il quadro globale del materiale perquisito dimostra un’assenza di scopo sessuale per le foto e video incriminati.

  25. Il Giudice si ripete di nuovo asserendo che il video “Buddy Massage” sia frutto di alcune scritti dell’imputato “volte ad incoraggiare un rapporto disinibito con il sesso sin dalla più tenera età”. Ma in realta’ le scritte non sono mai stati depositati negli atti, ne’ in lingua originale ne’ in traduzione ufficiale in italiano, e sono volte ad incorraggiare il consenso dei genitori e il monioraggio dei genitori. Infatti, l’imputato non ha mai fatto nessun collegamento fra il sesso o eroticismo e la pratica normale di massaggio. Invece, diversi scritti dell’imputato descrivono solo il valore di massaggio per la salute fisica e mentale dei bambini, nonche’ lo scopo di scoraggiare il bullismo.

  26. Il Giudice ammette che il video finito “Buddy Massage” non e’ stato nascosto, ma invece e’ stato annunciato apertamente su diversi siti normali del internet – alcuni attivi da quasi 10 anni, ma nessun sito pornografico. Inoltre il video non era visibile al pubblico, tranne se dei genitori o insegnanti interessati leggono prima il libro “Real Child Safety” sulla salute e sicurezza nell’infanzia fin dalla concezione; inoltre era necessario anche compilare un questionario di 20 domande in cui la persona interessata deve dichiarare specificamente di non avere interesse sessuale. Il Giudice si sbaglia quando asserisce che sia “altamente probabile” che tale video finito contiene una scena nuda. Il consulente tecnico M. BUONO ha confermato davanti al Giudice che il video offerto al pubblico qualificato non contiene nessuna nudita’ genitale.

  27. Il Giudice asserisce che sia evidente “il collegamento dell ADAMO con soggetti pedofili”, ma in realta’ tale asserzione e’ completamente infondata: non c’e’ stata mai depositata negli atti qualunque prova di contatto con pedofili. E’ anche falso che l’imputato aveva acquisito e deteneva materiale pedopornografico “prodotto da terzi”. Come confermato dal tecnico esperto M. BUONO le poche foto citate dal P.M. sono immagini artistiche ben conosciute di un fotografo mai arrestato nemmeno processato per le sue foto, e pubblicate sui siti internazionali piu’ importanti per la fotografia normale. Inoltre, i palermitani sanno che alcuni dipinti simili e anche piu’ espliciti di minorenni sono in mostra al pubblico nei musei di Palermo, e probabilmente anche in altri musei italiani. Di recente una foto di una bimba nuda (simile alla mia incriminata) di un altro fotografo palermitano e’ stata pubblicata dal Giornale di Sicilia, ma il Giudice ha rifiuato di ammettere tale pubblicazione anche se era una prova molto importante per la difesa.

  28. Il Giudice asserisce che “ l’ADAMO ha utilizzato più minori per la produzione di almeno due video (quelli “incriminati”) – ed ha cercato di acquisire la “disponibilità” di altri minori per “produzioni” analoghe.” Ma in realita’ solo un paio di bambini hanno partecipato nella prima ripresa in 2014 (con i pochi secondi nudi tagliati e cancellati), dopodiche ho cercato solo un secondo paio di bambini. Quando un’altro paio ha rifiutato la mia proposta in 2014, ho trovato finalmente un secondo paio che hanno partecipato in una seconda ripresa in 2015. Non c’e’ nessuna prova che io abbia cercato altri bambini, ne’ che io avessi l’intenzione di fare altri video analoghi.

  29. Il giudice ripeta l’asserzione infondata che l’offerta del video “Buddy Massage” sia “sempre in un’ottica di affermazione delle sue idee di rapporto disinibito col sesso.” Ma in realta’ il video non e’ mai stato collegato a nessuna scritta sessuale o erotica. Al contrario, il video e’ stato offerto solo ai lettori del mio libro “Real Child Safety” che affermano di NON avere nessuna interessa sessuale. L’argomento del libro NON e’ il sesso ne’ eroticismo, ma invece e’ la vera salute e sicurezza nell’infanzia, cioe’ come proteggere i bambini dagli incidenti e le malattie frequenti che sono le vere cause principali della morte ed i feriti gravi dei bambini.

  30. Poi il Giudice asserisce che il reato sussiste perche’ e’ necessaria la rappresentazione “degli organi sessuali di un minore degli anni diciotto per scopi sessuali.” Ma invece di referirsi a qualche prova concreta, si ripetono di nuovo le stesse descrizioni distorte delle circonstanze della ripresa: il bambino e’ sdraiato su un tappeto, ecc. Ma se lo scopo del video “Buddy Massage” fosse sessuale, i bambini sarebbero sdraiati invece su un letto. La zona genitale dei bambini e’ coperta da un asciugamano. Ma se ci fosse uno scopo sessuale non ci sarebbe nessuna asciugamano. Il Giudice asserisce pure che c’e’ un “cuscino accanto”, ma in realta’ il cuscino nel video NON e’ un cuscino da letto, e’ invece un cuscino da divano, e inoltre tale cuscino NON e’ accanto ai bambini ma e’ nello sfondo della stanza oltre i piedi del bambino. Nel video si vede anche una parte di un divano nello sfondo, quindi il massaggio si svolge nella stanza di soggiorno, non in una camera da letto. Al contrario di essere una situazione di “intimita‘” e’ una situazione normale di una bambina che fa massaggi ad un parente bambino in una stanza aperta a tutta la famiglia.

  31. Poi il Giudice asserisce: anche se il video sul piattaforma web (4shared.com) da ben 2 anni prima della perquisizione non contiene nessuna nudita’ genitale, c’e’ sempre il pericolo di diffusione, ma non spiega perche’ la ripresa originale con pochi secondi di nudita’ NON e’ stato distribuito al posto del video finale senza nessuna nudita’ della zona genitale. L’assenza della scena nuda di pochi secondi su tale piattaforma da ben 2 anni e’ prova della mancanza di qualunque intenzione di diffondere tale scena.

  32. Il Giudice ripete di nuovo le asserzioni infondate di scopo sessuale, e conclude: “Pertanto, è stato accertato che i due filmati incriminati sono dì pornografia minorile.” Ma in realta’ il Giudice ha descritto solo la prima ripresa, mentre la seconda ripresa manca diversi elementi chiave della prima. Infatti, il giudice non ha affrontato affatto la seconda ripresa. Asserisce che le due riprese hanno contenuto identico, ma in realta’ nella seconda ripresa la bambina non ha il petto scoperto, e inoltre non c’e’ nessun momento in cui la zona genitale del bambino viene esposta. Se questi due elementi sono veramente rilevanti, come il Giudice asserisce, allora come puo’ giudicare che pure la seconda ripresa e’ pedopornografia? Al contrario, il fatto che la seconda ripresa piu’ recente non contiene gli elementi sopracitati, e’ una prova che l’imputato NON aveva nessun scopo sessuale per produrre il video finale.

  33. Il Giudice asserisce che il video “Buddy Massage” sfrutta e danneggia l’immagine dei bambini, ma il realta la pratica di massaggio nell’infanzia si sta diffondendo sempre di piu’ anche nelle scuole di diverse nazioni occidentali. Invece, e’ proprio questo tipo di sentenza che da una brutta immagine al massaggio – e serva a negare ai bambini il valore del massaggio per la loro salute fisica e mentale, nonche’ il valore di massaggio specificamente fra bambini come strumento valide per ridurre il bullismo.

  34. Come notato nella relazione del consulente tecnico FULANTELLI le scritte dell’imputato sono pubblicate non solo nel suo blog, ma anche su altri siti importanti come academia.edu, un sito utilizzato da medici, scienziati, professori e ricercatori, ma le sue scritte non sono mai sate censorate da tale sito come inappropriate.

  35. Il Giudice non ha preso in considerazione che l’imputato e’ nato e cresciuto in una cultura straniera. Di recente dei giudici in altri nazioni della Unione Europea hanno preso in considerazione la cultura nativa di un straniero per assolvere un imputato dall’attivita che sarebbe condannato se fatto da un cittadino locale. Io non ho mai cercato di nascondere la mia attivita’ perche’ non immaginavo che potrebbe essere malintesa come un attivita’ a scopo sessuale. Infatti, il mio video, sito web, e le mie scritte sono tutti nella lingua inglese, e sono proposti ai lettori di paesi anglosassoni. Nel mio paese esiste un punto di riferimento internazionale per il massaggio nell’infanzia: il “Touch Research Institute” nella scuola di medicina dell’Universita’ di Miami, proprio per la ricerca scientifica sui effetti del massaggio nell’infanzia, che l’imputato ha studiato prima di girare il video, e tali studi hanno ispirato l’imputato di creare il video “Buddy Massage”. Il Giudice non ha chiesto a tale Istituto o altro struttura simile in Italia per un parere esperto sul massaggio che si svolge nel video dell’imputato, per sapere se la tecnica del massaggio nel video e’ normale e ragionevole, o invece se potrebbe essere considerato erotico. Un tale parere esperto sarebbe essenziale per valutare se lo scopo dell’autore straniero fosse sessuale o normale – secondo la sua cultura nativa. Se un cittadino italiano avrebbe fatto foto e video simili, si puo’ presumere – forse – che il suo scopo fosse erotico o sessuale. Ma non si puo’ presumere tale motivazione all’imputato straniero in questo caso, specialmente dato le prove concrete delle sue scritte per promuovere la salute e sicurezza nell’infanzia e la pratica di massaggio in particolare, citate per errore dal Giudice come se fosse prova di colpa, ma in realta’ sono prove del suo scopo NON-sessuale.

  36. Il Giudice asserisce che l’imputato era “consapevole” di detenere materiale pedopornografico, ma in realta’ il Giudice ha trascurato completamente la cultura nativa dell’imputato e le sue pubblicazioni in lingua inglese, per cui l’imputato non considerava il materiale perquisito per scopo sessuale. La sua mancata consapevolezza e’ chiaro anche dalla prova che non ha cercato di nascondere la sua attivita’ di fotografia e video, anzi ha annunciato la pubblicazione del suo fotodocumentario con orgoglio ai servizi stampe internazionali, e ha annunciato la pubblicazione del video “Buddy Massage” su vari siti normale in inglese a.e. www.Vimeo.com con quasi 25.000 visualizazzioni in 4 anni senza censura. Il testo che introduce il video dice chiaramente in diverse poste: “Nothing in the video or eBook should be misunderstood or misrepresented as an endorsement or encouragement to any individuals or groups to violate any laws or conventional moral conduct. Children should always be safe and protected from any kind of physical, sexual, or emotional abuse.Cioe’: “Non si deve malintendere lo scopo del video; i bambini vanno sempre protetti da ogni tipo di abuso.” Inoltre, la presentazione del video e’ nelle categorie “Istruzione” e “Salute”, non “Maturo”, il che contraddice l’asserzione di un “disegno criminoso”. L’imputato non ha mai cercato persone che hanno l’interesse di materiale “maturo”. Non ha mai pubblicato nessuna immagine di un minorenne con la zona genitale esposta – proprio per evitare la visione alle persone indesiderabili che hanno interesse sessuale.

  37. Infine, in una parte della pena il Giudice mi ha vietato di entrare in qualsiasi scuola o altra struttura dove ci sono presenti minorenni, come se sono una persona pericolosa. Ma in realta’ sono in Italia da quasi 30 anni come insegnante e volontario (anche con gli anziani), e ho avuto contatto con centinaia di bambini italiani, senza nessun precedente penale. Per quasi 10 anni ho donato il mio tempo libero gratis come volontario con i bambini affetti da tumori, anche nei momenti di rischio immediato della morte, senza essere mai stato allontanato. I genitori di pazienti hanno dato conforto ai bambini dicendogli: “Non avere paura, c’e’ Frank qua con te.” Ho conosciuto molti pazienti anche per anni, e quando una paziente che mi conosce bene doveva subire un intervento invasivo, ha chiesto a me di accompagnarla. Quando io non c’ero in ospedale nel mio giorno stabilito, molti pazienti hanno chiesto di me. Nel momento della perquisizione di 18 marzo 2016 facevo il professore di inglese in tre corsi in due scuole medie, senza nessuna denuncia ne’ segnalazione per qualche comportamento inappropriato. Se io fossi una persona veramente “pericolosa”, ci sarebbero dozzine di denuncie. “Pericolosa” e’ una parola facile da dire, ma bastano le parole vuote per una condanna cosi’ severa? Vi ringrazio per il riconoscimento di tutti questi fatti concreti, fatti trascurati o malintesi dal Giudice che ha scritto la condanna.

Io ammetto liberamente che ho fatto un’errore pratico, cioe’ prima di fare qualsiasi foto o video di minorenni in Italia dovevo consultare un avvocato penale italiano per assicurare che le mie attivita’ non contengono nessun elemento che potrebbe essere malintesa da suggerire uno scopo sessuale. Pero’ tale errore pratico non e’ prova di uno “scopo sessuale”, e quindi non capisco come puo’ costituire un reato.

Francis ADAMO,

Palermo, 12 maggio 2019.

Pedopornografia ?

La legge italiana contro la pedopornografia (Articolo 600 della Codice Penale) e contro l’abuso sessuale di bambini (Art. 609 c.p.), come la legge in altri paesi, è importante per proteggere i bambini dallo sfruttamento e dal danno alla salute mentale dei bambini. Su questo non c’è dubbio. Però non dobbiamo permettere che la legge venga strumentualizzata per promuovere interessi personali, politici o economici. La legge deve essere politicamente neutra. Esiste, purtroppo, una chiara evidenza che l’applicazione delle leggi contro i reati sessuali non è politicamente neutra. Certi interessi vorrebbero promuovere una ideologia estremista che vieta qualsiasi nudità nell’infanzia.

Prima di 1970 molte persone credevono che lo sfruttamento sessuale nell’infanzia fosse raro, e che esistesse solo tra i poveri, e che nella maggior parte dei casi non fosse molto dannoso per le vittime. Certi psicologi credevano che i bambini volessero sedurre i genitori, e in alcuni casi di abuso sessuale dei bambini la gente ha dato la colpa alla madre che non rispondeva ai bisogni del marito. Dal 1970 a 1990 l’idea popolare è cambiata completamente; poi molte persone hanno creduto che lo sfruttamento sessuale dei bambini fosse molto comune, anche fra le famiglie benestanti, e molto dannoso sempre o ‘di solito’ per la salute mentale delle piccole vittime. Pochi italiani sanno perchè è avvenuto questo cambiamento, anche se la storia di questo periodo è ben documentata, almeno in inglese (1). Può servire anche agli italiani di sapere cosa è successo esattamente.

Già negli anni sessanta, un pediatra (Henry Kempe) ha iniziato il discorso sull’abuso fisico dei bambini, evidenziando come il maltrattamento andasse oltre la “normale” educazione e invece ferisse le vittime anche gravemente. Negli anni settanta alcune feministe radicali hanno attirato l’attenzione sulla violenza sessuale contro le donne, e questo argomento ha suscitato molto attenzione pubblica, nonchè contributi finanziari dal governo per la prevenzione e terapia per le vittime. Alcune feministe radicali hanno scoperto che molte di loro erano vittime di violenza sessuale anche nell’infanzia.

In quell’ epoca le feministe radicali credevono che lo sfruttamento sessuale dei bambini fosse solo tra uomo e bambina, e quindi lo scopo dell’ abuso sessuale fosse una specie di “reato politico” ovvero l’indottrinazione alla schiavitù, rendendo le donne sottomesse. In quegli anni non si sapeva che gli uomini abusassero anche dei maschetti e non solo delle feminucce. Non si sapeva che anche le donne abusano sessualmente sia maschetti che feminuccie (2). L’abuso sessuale dei bambini ha attirato l’attenzione dei mass media sull’argomento, così l’interesse per l’abuso sessuale nell’infanzia ha prodotto un impegno economico del governo USA che ha iniziato a spendere più soldi per la prevenzione ed il trattamento dell’abuso sessuale piuttosto che per l’abuso fisico dei bambini – anche se è chiaro statisticamente che muoino più bambini e si determinano più feriti gravi nel contesto dell’abuso fisico e della trascuratezza (3).

L’ideologia del movimento contro la pedopornografia ha asserito che qualsiasi presenza di minori nudi in immagine fotografiche e video è una specie di sfruttamento molto dannoso per il soggetto. Le feministe radicali che avevano problemi personali hanno iniziato a dare tutta la colpa per la loro infelicità agli uomini (di solito il padre) che le avrebbe sfruttate. Le feministe radicali hanno formato piccoli gruppi di ‘auto-cura‘ perchè i psicologi professionisti non condividevano il loro pensiero, in seguito anche i professionisti si sono approffitati dalla nuova ideologia, e in poco tempo si sono pure arricchiti attraverso la nuova richiesta per l’aiuto psicologico professionale.

Insieme con la credenza che lo sfruttamento sessuale fosse molto comune, si è diffusa la credenza che sia molto dannoso per le vittime. L’asserzione morale (sfruttamento) a l’asserzione psicologica (danno grave alla salute mentale del soggetto) sono in linea con gli interessi finanziari del sistema di polizia/giustizia ed il settore terapeutico (psichiatri, psicologhi e assistenti sociali), anche se la terapia psicologica per le vittime dell’abuso sessuale non è mai stata confermata scientificamente come efficace. In generale, la ricerca scientifica non ha confermato il presunto valore dei terapeuti che scavano nei ricordi dell’ infanzia (4). Però alcuni impiegati del governo erano contenti di avere un motivo per giustificare le loro spese pubbliche, ed alcuni giornalisti erano anche contenti di avere motivi di vendere i giornali.

Negli anni ottanta all’idea sbagliata che l’abuso sessuale dei bambini fosse un “reato politico” commesso solo da maschi contro femmine, è stata aggiunta un altra idea sbagliata: che gli aggressori sono gli sconosciuti invece che i genitori. I dati statistici contradicono questa nuova idea sbagliata, così ad un certo punto il governo USA ha smesso di pubblicare i dati sul rapporto di parentela fra aggressore e vittima, per nascondere la realtà che di solito i parenti sono gli aggressori.

La diffusione della nuova ideologia ha portato come conseguenza anche abusi gravi commessi da psicologi e assistenti sociali. Negli anni ottanta alcuni persone asserivano che i satanisti organizavano l’abuso sessuale dei bambini negli asili nido. Alcuni terapisti sono diventati addirettura aggressivi, cercando di convincere i pazienti che siano stati “vittime” di abuso sessuale nell’infanzia – anche se i pazienti non avevano nessun ricordo di una esperienza del genere. Alcuni assistenti sociali sono diventati disposti a sospettare l’abuso sessuale in molti casi anche senza nessuna segnalazione del genere.

Negli anni novanta dopo la pubblicazione di alcuni casi di accuse false, un scienziato ha fatto sperimenti per dimostrare che la memoria umana non è affidabile (5). Così alcuni giudici hanno iniziato ad avere dubbi quando si sono presentate persone che asserivano di essere vittime di abuso sessuale nell’infanzia. Poi alcuni genitori – vittime di accuse false – hanno vinto alcune cause civili e milioni di dollari di danni dopo di essere state vittime di accuse false. Oltre a scoprire alcuni casi nascosti di abuso sessuale, l’attenzione esaggerata sull’argomento ha aumentato la frequenza di accuse false. Diversi libri sono stati pubblicati, criticando l’attenzione all’abuso sessuale nell’infanzia come un caccia alla streghe (6).

La reazione contro le evidenze di accuse false è stata forte, ma nel 1998 un studioso ha pubblicato una meta-analisi di 59 studi che non ha confermato l’idea che l’abuso sessuale nell’infanzia è “di solito” molto dannoso. Al contrario dei piccoli studi precedenti di gruppi selezionati con pregiudizio, la meta-analisi del 1998 ha incluso solo studi su studenti universitari – che sono più rappresentativi della popolazione generale. La conclusione della meta-analisi non difende l’abuso sessuale nell’infanzia, ma solo contraddice l’idea che tale abuso “di solito” sia molto dannoso – una conclusione “politicamente scoretta”. Nonostante l’alta qualità scientifica della meta-analisi e nonostante la conclusione limitata, il Congresso Americano ha censurato l’associazione americana di psicologi per avere pubblicato lo studio (7).

Dal 2000, grazie alla diffusione di internet e della telefonia mobile, si è sviluppata nel mondo di lingua anglosassone una nuova attenzione critica contro il modo in cui le feminucce si vestono, e per il fatto che i ragazzini si scambiano foto di se stessi nudi attraverso telefonino. Però, di recente alcune feministe hanno pubblicato libri contro l’isterismo per la nudità e la sessualità nell’infanzia (8). La legge non proibisce la nudità per scopi non sessuali: per esempio non proibisce la nudità artistica. Ci sono tanti esempi di immagini di nudità nell’infanzia, specialmente nella storia d’arte e nella fotografia, che non sono proibite dalla legge. Ci sono tanti grandi fotografi in diversi nazioni che hanno fatto foto bellissime di bambini nudi, a.e. Lewis Carrol – l’autore di “Alice nel paese delle meraviglie”. Un esempio italiano è Stefano Azario, uno dei più grandi fotografi della rivista “Vogue Bambini”, che ha pubblicato foto dei suoi figli che nuotano sott’acqua nudi. Un altro esempio in Italia è Letizia Battaglia, una fotogiornalista e fotografa artista che ha pubblicato foto di bambini nudi (9).

Tanti fotografi sognano di fare belle foto anche loro, e le loro tentativi non devono essere censurate perchè gli impiegati del governo preferiscono indagare fotografie invece di fare qualche lavoro più difficile o pericoloso, anche se non ci sono abbastanza casi di pedopornografia vera da giustificare le spese pubbliche. Già negli anni novanta un avvocato, Lawrence Stanley, ha pubblicato la notizia che nonostante 20 anni di indagini dal FBI, Interpol, e altri agenzie sofisticate, non hanno trovato nessuna evidenza di un “grande” mercato di pedopornografia. Esiste certamente un grande mercato per la pornografia adulta, ma non per la pedopornografia.

Qualsiasi sfruttamento dei bambini è inaccettabile, ma le preoccupazioni che la pedopornografia è “dappertutto” è solo un’illusione, simile alla preoccupazione che il traffico umano per la prostituzione di minori è dappertutto (10). Se non esistono molte immagini o video veramente pedopornografici, allora bisogna accusare qualsiasi nudità (a.e. una bimba che fà la doccia, o due bambini che si danno massaggi) di essere “pedopornografia”. Questo tentativo di applicare la legge per promuovere un ideologia estremista è infatti un tentativo di sfruttare i bamibini per motivi personali, politici o economici.

In teoria la (vera) pornografia è distruttiva perchè aumenta la frequenza di reati sessuali; ma in realtà alcuni recerche hanno scoperto che l’esplosione della vera pornografia tramite internet è stata correlata con una riduzione notevole nelle frequenze di reati sessuali. Proprio negli stati dove internet si è diffuso più rapidamente, i reati sessuali si sono ridotti più rapidamente (11). Non voglio difendere la vera pornografia, ma se c’è evidenza che la vera pornografia non aumenta la frequenza di reati sessuali, lo stato non deve fare una jihad contro qualsiasi nudità innocente. Nella mia esperienza personale sulle spiaggie naturiste (nudiste), la gente quando è nuda è più civile, più amichevole, e meno aggressiva in paragone con le spiaggie dove è obbligatorio il costume di bagno.

Io capisco che fare un video di bambini che si fanno massaggi può sembrare strano a qualcuno che non ha mai letto la ricerca medica sui benefici di massaggio per promuovere la salute dei bambini (12). I massaggi nell’infanzia sembrano una cosa strana a chi non ha visto 30 video sul massaggio di bambini su YouTube – un sito web che non permette la pedopornografia. Non dovrebbe essere sospettoso favorire l’educazione sessuale accurata, equillibrata, e comprensiva dalla prima infanzia. L’arte o l’educazione sessuale non deve essere classificata “pedopornografia”, se non c’è evidenza concreta di uno “scopo sessuale” nella nudità in contesti chiaramente non erotici.

Come analogia, anche se qualcuno è ateo, non significa che le foto di chiese che fà hanno lo scopo di promuovere l’ateismo. La fotografia è una specie di comunicazione, e se non c’è nessuna evidenza concreta di sfruttamento, i tentativi di proibire la fotografia di nudità sono un tentativo di limitare la libera espressione. Una foto di una bimba nuda di 2 anni non è sessualmente eccitante, mentre una foto di una ragazzina di 12 anni tutta vestita potrebbe essere sessualmente eccitante; non ha nessun senso proibire la prima foto senza proibire la seconda.

Oggi il mondo è nel mezzo di una rivoluzione internazionale che si chiama internet, in cui 80% della informazione è in inglese. L’altra 20% è in tutte le altre lingue del mondo, quindi l’informazione in italiano è forse meno di 1% della informazione disponibile. Gli italiani soffrono dalla mancanza di informazione nel mondo moderno, proprio come la gente nel mondo antico che non conosceva il latino soffriva la mancanza di informazione. Gli impiegati del governo italiano non devono censurare le informazioni costrutive disponibili su internet, tramite accuse esaggerate di “scopo sessuale” – specialmente le informazione che promuovono l’arte o la salute dei bambini.

– Frank Adamo è l’autore del video per bambini Buddy Massage (2015). Altre pubblicazioni dell’autore: Real Child Safety (2011, 2014) un libro che parla dell’isterismo per i reati sessuali; Girl Becomes Woman (2011) un foto-documentario della pubertà; Revolt of the Children (2007) un romanzo che parla dell’abuso fisico, sessuale e emozionale dei bambini.

Referenze citate:

  1. Whittier, Nancy. The Politics of Child Sexual Abuse: Emotions, Social Movements, and the State. (Oxford Univ. Press, 2009).
  2. Ogilvie, Beverly A. Mother-Daughter Incest. (Haworth Press, 2004).
  3. Skenazy, Lenore. Free-Range Kids. (Jossey-Bass, 2010). Vedi anche: Adamo, Frank. Real Child Safety, 2nd ed. (Foundation for Research and Education on Child Safety, 2013).
  4. McHugh, Paul R. Try to Remember: Psychiatry’s Clash over Meaning, Memory, and Mind. (Dana Press, 2008).
  5. Loftus, Elizabeth F. The Myth of Repressed Memory. (St. Martin’s Press. 1994).
  6. Ofshe, Richard, Watters, Ethan. Making Monsters: False Memories, Psychotherapy, and Sexual Hysteria. (Univ. California Press, 1994). Vedi anche: Levine, Judith. Harmful to Minors: The Perils of Protecting Children from Sex. (Univ. Minnesota Press, 2002).
  7. Rind, Bruce et al. A Meta-Analytic Examination of Assumed Properties of Child Sexual Abuse Using College Samples (Psychological Bulletin 1998, Vol. 124, No. 1, 22-53); and Rind et al. The Validity and Appropriateness of Methods, Analyses, and Conclusions in Rind et al. (1998): A Rebuttal of Victimological Critique From Ondersma et al. (2001) and Dallam et al. (2001) (Psychological Bulletin 2001. Vol. 127. No. 6. 734-758). See also: Rind, Bruce, et al. Science versus orthodoxy: Anatomy of the congressional condemnation of a scientific article and reflections on remedies for future ideological attacks. Applied & Preventive Psychology 9:211-225 (2000). Cambridge Univ. Press. https://www.ipce.info/library_2/rbt/science_frame.htm
  8. Egan, R. Danielle. Becoming Sexual: A Critical Appraisal of the Sexualization of Girls. (Polity Press, 2013). Vedi anche: Renold, Emma, Ringrose, Jessica, Egan, R. Danielle. Children, Sexuality and Sexualization (Palgrave Macmillan, 2015).

  9. Miccichè, Gabriele. I Miei occhi sulla città. (Il Gattopardo, p. 80-85. Allegato N. 16 al Giornale di Sicilia, GDS Media, maggio 2017).
  10. Agustìn, Laura: Trafficking estimates/guesses/fantasies, with and without sex and slavery. http://www.lauraagustin.com/pictorial-representation-of-trafficking-estimatesguessesfantasies-with-and-without-sex
  11. Chapman, Steve. Is Pornography a Catalyst of Sexual Violence? (Reason.com, November 5, 2007). http://reason.com/archives/2007/11/05/is-pornography-a-catalyst-of-s Vedi anche: https://www.eurekalert.org/pub_releases/2010-11/s-lcp113010.php Diamond M et al (2010). Pornography and sex crimes in the Czech Republic. Archives of Sexual Behavior. DOI 10.1007/s10508-010-9696-y
  12. Field, Tiffany. Touch 2nd ed. (M.I.T. Press, 2014).